Corsico e la sua storia Volume 1

31 GENNAIO 2000 - MUORE IL SINDACO GIORGIO PERVERSI

 Il 31 gennaio 2000 ci lasciava improvvisamente Giorgio Perversi, sindaco di Corsico, morto mentre era ancora in carica. Una perdita che ha segnato profondamente la nostra città.
Giorgio Perversi era nato a Corsico il 26 luglio 1945 e ha servito Corsico con dedizione, serietà e un forte senso delle istituzioni, mettendo sempre al centro il bene della comunità. Il suo impegno quotidiano, la sua passione civile e il suo amore per la città restano un esempio ancora oggi.
A distanza di anni, il suo ricordo è vivo nella memoria di chi lo ha conosciuto e di chi ha condiviso con lui un percorso di responsabilità e servizio pubblico.
Corsico non dimentica. Nel ricordo di un sindaco, di un amministratore, di un uomo.


Giorgio Perversi e Giuseppe Porazzo, 2 Sindaci ben voluti dai propri cittadini


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9 LUGLIO 1978 – UN PRESUNTO AVVISTAMENTO UFO A CORSICO

Un episodio classificato come possibile incontro ravvicinato del terzo tipo sarebbe avvenuto nella notte del 9 luglio 1978 a Corsico, nei pressi della vetreria Lucchini. Il caso è stato successivamente archiviato e analizzato dal gruppo di ricerca ufologica Odissea 2001, che nel 1985 ha svolto un’indagine retrospettiva sul luogo dell’evento.
Secondo la documentazione disponibile, il fatto si sarebbe verificato all’interno della vetreria Lucchini, allora attiva e situata tra Via cascina Lavagna e la linea ferroviaria, in un’area industriale caratterizzata dalla presenza di molte fabbriche e di uno scalo ferroviario merci collegato direttamente allo stabilimento. Al momento dell’indagine, nel 1985, la vetreria risultava già dismessa.
Il testimone è un metronotte, all’epoca ventiseienne, impegnato nel normale servizio di vigilanza notturna. Intorno alle ore 3 del mattino, mentre si trovava nel piazzale posteriore della fabbrica, notò una sagoma scura collocata sui binari interni. Inizialmente ipotizzò la presenza di un mezzo pesante introdottosi abusivamente nell’area e si avvicinò con cautela, spegnendo i fari del veicolo di servizio.
Avvicinatosi, il metronotte riferì di aver escluso che si trattasse di un camion.
La sagoma, secondo la sua descrizione, “..aveva nettamente una forma circolare posto su tre o quattro piedistalli dalla base larga e tondeggiante, avente un altezza di circa un metro, per una lunghezza di almeno dieci dodici metri.. La sua forma era di una grossa tazza rovesciata sulla cui sommità sembrava vi fosse una cupoletta più piccola, ma di ciò, il vigilante non è proprio sicuro, in quanto nell’oscurità più buia non poteva distinguere nettamente altri particolari.”
Nel corso dell’osservazione, protrattasi per circa due ore, il metronotte dichiarò di aver notato la presenza di due individui di statura media, dall’aspetto umano, che indossavano tute aderenti. I soggetti si muovevano attorno all’oggetto in silenzio e, secondo il racconto, si chinavano più volte al suolo come per raccogliere campioni di terreno.
Poco prima dell’alba, il testimone riferì che le due figure scomparvero improvvisamente dalla sua visuale senza che ne fosse chiaro il motivo. Subito dopo, l’oggetto si sarebbe sollevato di circa un metro dal suolo, rimanendo sospeso per alcuni secondi, per poi allontanarsi verticalmente ad alta velocità e senza emissione sonora.
L’episodio non risulta essere stato segnalato alle autorità all’epoca dei fatti. Lo stesso testimone dichiarò di aver scelto di non parlarne per evitare possibili conseguenze sul piano personale e lavorativo. Solo anni dopo il caso venne raccolto in forma scritta e inserito negli archivi di Odissea 2001.
Nel 1985 i ricercatori di Odissea 2001 effettuarono un sopralluogo nell'area, riscontrando che la vetreria Lucchini era già stata demolita. Nonostante interviste a persone operanti nelle zone limitrofe e allo scalo ferroviario, non emersero ulteriori elementi utili all'approfondimento del caso.
 
 Queste sono le foto presenti nel fascicolo di Odissea 2001






Questa la trascrizione completa dell’indagine effettuata nel 1985 da Odissea 2001.
 
ODISSEA 2001
Archivio Documenti
 
DATA:  9 Luglio 1978
LOCALITÀ: CORSICO (MI)
TESTIMONE: Metronotte Giuseppe (omesso per privacy)
 
L’ubicazione del luogo ove avvenne il fenomeno di CE 3 in una notte del luglio 1978, è situata nella parte sud-ovest dell’estrema periferia della città di Milano. Questa frazione periferica che porta il nome di Corsico, è una zona circondata da varie fabbriche industriali tipo: cartiere, minerarie e vetrerie. Il luogo esatto ove venne registrato l’incontro ravvicinato del terzo tipo si trova all’interno della vetreria “Lucchini”, la quale per istanze comunali è stata smantellata ed abbattuta già da circa un paio di anni.
Noi del gruppo Odissea 2001 nello scorso ottobre 1985, ci siamo recati sul luogo ad effettuare delle indagini retrospettive e non ci rimase che constatare l’effettiva distruzione della fabbrica stessa, fotografando quel poco che è rimasto in piedi. Secondo quanto sapevamo dai dati raccolti in una relazione stilata dal sig. Ferdinando Guazzotti, i ricercatori del gruppo Odissea 2001: Ferrante – Lamieri cercarono di poter rintracciare nelle zone limitrofe altri dati oltre a quelli in loro possesso. Purtroppo sia ella vetreria, ove poterono intervistare alcuni dipendenti di un magazzino posto di fronte alla vetreria, e allo scalo ferroviario: non emersero dati significativi però, tramite il capoposto dello scalo ferroviario della stazione di Corsico, riuscirono a farsi rilasciare una planimetria della vecchia struttura della vetreria Lucchini.
Ed ora passiamo alla cronaca del fatto: “Il metronotte allora 26enne Giuseppe (omesso), si trovava quella sera ad effettuare il solito tragitto di ronda, e quella sera in una calda notte estiva del luglio 1978 venne assegnato alla vigilanza notturna presso la vetreria “Lucchini”, ubicata nella parte sud della città di Corsico, ubicata sul viale Italia, strada che unisce varie fabbriche disposte nelle vicinanze.
Quella sera il metronotte entrando nel vasto cortile della fabbrica con la propria auto, rimase nel presso del piazzale ubicato in fondo nella parte destra della vetreria, ove vi erano i binari dello scalo merci che consentivano ai convogli ferroviari il diretto accesso all’interno della fabbrica.
Essendo stato attratto da una sagoma scura posta sopra i binari, il primo pensiero del metronotte fu subito quello di pensare a probabili malviventi che si fossero introdotti all’interno della fabbrica con un camion. Così decise di spegnere i fari dell’auto e procedere pian piano a passo d’uomo con l’arma in pugno. Proseguì piano piano tenendosi nascosto nell’ombra e rasentando il muro della vetreria, stando attento a non farsi scoprire dai malviventi.  Sempre pensando a eventuali furfanti, di tanto in tanto faceva capolino per sbirciare i loro movimenti, e li per li non vede altro che una sagoma scura, che stimò di proporzioni simili ad un Tir, il quale distava dal testimone circa una decina di metri. Poco dopo, essendo il proprio sguardo adeguato all’oscurità, poté osservare meglio quella sagoma scura, e s’accorse che non si trattava assolutamente di un Tir dato che quell’affare aveva nettamente una forma circolare posto su tre o quattro piedistalli dalla base larga e tondeggiante, avente un altezza di circa un metro, per una lunghezza di almeno dieci dodici metri.. La sua forma era di una grossa tazza rovesciata sulla cui sommità sembrava vi fosse una cupoletta più piccola, ma di ciò, il (omesso) non è proprio sicuro, in quanto nell’oscurità più buia non poteva distinguere nettamente altri particolari. Il metronotte, restando sempre dietro il proprio nascondiglio, continuava nella propria osservazione, avvedendosi poco dopo della presenza di due individui dal normalissimo aspetto di persone di media statura indossanti una tuta aderente del tipo sub. Queste entità erano nell’assoluto silenzio e si limitavano a girare intorno al loro veicolo, ogni tanto si chinavano a raccogliere dei campioni di terra. Questa osservazione dal punto del metronotte si protrasse per circa due ore e precisamente dalle ore 3 alle ore 5 del mattino. Poco dopo, verso l’albeggiare l’oggetto iniziò la fase di partenza: il metronotte continua a spiare di tanto in tanto le mosse di quella sagoma, ma durante una sua ennesima osservazione s’accorge che le entità non c’erano più, erano letteralmente sparite dalla scena senza nemmeno spiegarsi come.
Durante la sua dichiarazione, il testimone ammette che avrebbe voluto dall’inizio andare incontro a quegli individui per presentarsi e conoscerli di persona, ma al tempo stesso la paura di una reazione imprevista da parte loro non gli permise di fare ciò che aveva in mente.
Tornando alla partenza dell’oggetto dopo l’inspiegabile sparizione dei due, l’oggetto si leva a circa 1 metro dal suolo, restando per alcuni secondi immobile, quindi poco dopo schizzava via verticalmente ad una velocità incredibile, lasciando letteralmente il metronotte a bocca aperta, con un dubbio amletico domandandosi: sogno o son desto?
Del fatto il metronotte decise di non parlarne assolutamente con nessuno per non compromettere la propria tranquillità.


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